Sinossi

“Sepolto Vivo. Storia vera di una disumana ingiustizia.” è la storia circostanziata e documentata di Mario Rino Biancheri, un giovane servitore dello Stato italiano che racconta in prima persona una storia paradossale ed incredibile.

I fatti avvengono in provincia di Caltanissetta, una delle prime province italiane ad alto rischio criminale legato all’usura e al racket delle estorsioni.

Nel 2006 Mario Rino Biancheri era presidente dell’unica associazione antiracket ed antiusura della provincia di Caltanissetta. Un’associazione nata nel 2002 dopo un parto travagliato sotto la spinta del prefetto Giuliano Lalli e a cui avevano aderito, almeno a parole ma non nei fatti, ben 43 enti istituzionali: quasi tutti i comuni della provincia, tranne Gela guidato allora da Rosario Crocetta, la provincia regionale, la camera di commercio e tutte le associazioni di categoria e sindacali presenti sul territorio.

Pur considerando il contesto difficile e l’opposizione interna, il presidente Biancheri aveva fatto un lavoro senza precedenti per stimolare le vittime di estorsione ed usura a denunciare e a liberarsi dalle vessazioni della mafia, rintuzzando più volte pubblicamente gli enti pubblici che si sottraevano alla collaborazione sottoscritta.

Più di 70 persone, tra famiglie ed imprese, si rivolsero a lui per essere aiutate, cambiando in meglio le loro vite. Decine di persone hanno visto in quel giovane presidente “un angelo caduto dal cielo”, un aiuto mandato da Dio.

Ma in quell’anno 2006, un evento inatteso trasforma la vita di questo “angelo” in un inferno: due sedicenti vittime dell’usura organizzano una truffa di diverse centinaia di migliaia di euro, sfruttando il nome del presidente Biancheri e della notorietà dell’associazione antiracket alla quale si erano rivolti. Costretto a dimettersi dalla carica, ne scoppia uno scandalo dal quale Mario Rino Biancheri è pienamente investito, tanto da essere persino sottoposto a 11 lunghi anni di processo.

Uno scandalo alimentato sui media e presso l’opione pubblica da vari esponenti della politica locale che a più riprese delegittimano l’operato del presidente Biancheri, nell’intento riuscito di sciogliere senza mezzi termini l’unica associazione antiracket e antiusura della provincia.

I due truffatori, una politica connivente con ideologie metodi e obbiettivi lontani dalla legalità e dalla giustizia, una serie di apparenti diaboliche coincidenze trasformano un servitore dello Stato in un uomo socialmente morto, creando attorno a lui “terra bruciata”.

In questo libro la storia vera di ciò che è accaduto e i suoi retroscena; un uomo perbene sepolto vivo dalla menzogna e da una disumana ingiustizia.

«Non avevo fatto i conti col fatto che nella politica e nelle associazioni di categoria ci sono intrecci spaventosi fatti di favori e ricambi di favori, di sottintesi, di cose ufficiali ed altre ufficiose. E come detto, Caltanissetta è un paesone, un sorta di villaggio dove tutti sembrano litigare per tutto, ma in fondo per le cose che contano come poltrone, commissioni e incarichi di sottogoverno prima o poi un accordo lo trovano. Sempre.»

E forse non è un caso che, a distanza di anni da quel fatidico 2006, alcuni di quegli stessi esponenti della politica nissena che avevano attacato il presidente Biancheri sia durante che dopo il suo mandato furono coinvolti in inchieste su mafia, racket e voti di scambio.

«Sapevo che, prima o poi, con l’esposizione mediatica che avevo e le prime denunce che avevo raccolto, la mafia mi avrebbe ucciso. Più passava il tempo, più gente riuscivo ad aiutare, più capivo il meccanismo del malaffare, più mi convincevo che la mia morte non sarebbe stata naturale.»

L’ex presidente racconta le follie di una giustizia malata e profondamente disumana, allo stesso tempo spaventosamente superficiale. Svela i retroscena di un processo lungo ed ingiusto, pieno di misteri irrisolti e fatti scandalosi.  E’ il racconto sconvolgente di un uomo perbene lasciato solo in un territorio ostile come la provincia di Caltanissetta e che nonostante ciò ha raggiunto nel contrasto all’usura e al raket delle estorsioni risultati senza precedenti e che mai avrebbe immaginato di verdersi trasformato e trattato alla stregua di quei criminali che aveva senza risparmiarsi combattuto.